In breve

  • Il Bitcoin è sceso oggi fino a 81.749,83 dollari, scendendo al di sotto del minimo di 82.776,30 dollari segnalato ieri, e viene scambiato a circa 82.486 dollari.
  • Il 7 ottobre gli ETF su Bitcoin hanno registrato perdite per 484,9 milioni di dollari, la giornata peggiore da giugno, mentre l’87,5% dei 429 milioni di dollari liquidati nelle ultime 24 ore era costituito da posizioni lunghe.
  • Finora «Uptober» si sta rivelando in rosso, ma i grafici suggeriscono che il Bitcoin abbia ancora molta strada da fare prima che la situazione diventi preoccupante.

Ottobre, noto come «Uptober» negli ambienti delle criptovalute, dovrebbe essere il mese in cui il Bitcoin offre agli investitori i guadagni maggiori, ma il mercato delle criptovalute sembra pronto a ribaltare ancora una volta le previsioni.

Oggi il Bitcoin è di nuovo in calo, con una flessione del 2,67% nelle ultime 24 ore a 81.125 dollari, che ha quasi azzerato metà dei guadagni registrati dalla criptovaluta nel mese di settembre. Questi movimenti sono sostanzialmente l’inverso dei modelli storici solitamente affidabili: un «settembre rosso» seguito da un «Uptober»; eppure, ironia della sorte, lo stesso andamento in controtendenza si è verificato anche lo scorso anno.

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Per quanto riguarda le potenziali ragioni del recente calo del prezzo del Bitcoin, il BTC si trova attualmente in un contesto macroeconomico sfavorevole.

Mercoledì Wall Street ha registrato un calo rispetto ai massimi storici, mentre il greggio Brent si attestava vicino ai 100 dollari al barile e i rendimenti dei titoli del Tesoro rimanevano vicini ai livelli più alti dal 2002; nel contempo, i verbali dell’ultima riunione della Federal Reserve hanno mostrato che la maggior parte dei funzionari prevede un altro aumento dei tassi prima della fine dell’anno.

Questi venti contrari pesano sul Bitcoin ormai da un po’ di tempo. Il movimento al ribasso del BTC registrato ieri sta rallentando, ma non si è arrestato. Ieri il Bitcoin ha subito una correzione insieme alle azioni e all’oro, ma ha comunque mostrato un andamento rialzista sul grafico giornaliero a fronte di uno ribassista sul grafico a quattro ore.

Tale divergenza persiste anche oggi.

Prezzo del Bitcoin: il trend giornaliero regge, ma con un margine di sicurezza ridotto

La candela giornaliera di oggi ha aperto a 83.310,16 $ e non è riuscita a salire molto oltre, sfiorando a malapena gli 83.475,78 $, per poi scendere ai minimi intorno agli 81.337 $, con un calo del 2,37%. Tale minimo ha sfondato il livello di supporto di 82.776,30 $ segnalato ieri, lasciando il BTC al di sotto di una zona di prezzo a breve termine a 82.626,41
$

Il Bitcoin ha oscillato lateralmente tra circa 83.000 e 87.000 dollari per più di due settimane dopo il picco di 87.354,33 dollari registrato il 21 settembre, e ora viene scambiato a circa il 5,6% al di sotto di tale livello.

L’Average Directional Index, o ADX, misura la forza del trend indipendentemente dalla direzione, e valori superiori a 25 confermano la presenza di un trend. L’ADX giornaliero è pari a 40,7, in calo rispetto ai 42,8 di ieri, con la pressione di acquisto (+DI) che continua a superare quella di vendita (-DI), ma il sentiment rialzista si sta lentamente raffreddando.

La media mobile esponenziale a 50 giorni (EMA), che pondera il prezzo di un asset negli ultimi 50 giorni, rimane al di sopra dell’EMA a 200 giorni, il che viene interpretato dai trader come un trend rialzista a lungo termine ancora intatto. La «croce d’oro», probabilmente il segnale rialzista per eccellenza nell’analisi tecnica, rimane in atto sul trend giornaliero, ma sta iniziando ad attenuarsi sui timeframe intraday, con il Bitcoin che si avvicina alla linea EMA200.

Il momentum è più debole di quanto suggerisca la forza del trend: l’Indice di Forza Relativa (RSI), che misura la pressione di acquisto e di vendita su una scala da 0 a 100, è sceso a 45,8 dai 52,5 di ieri, leggermente al di sotto della soglia dei 50 punti che separa il momentum rialzista da quello ribassista. L’indicatore Squeeze Momentum è ancora attivo, il che significa che la volatilità è compressa come una molla carica in vista di un movimento più significativo.

Gli ETF spot su Bitcoin hanno registrato un deflusso di 484,9 milioni di dollari il 7 ottobre, la loro giornata peggiore da giugno, secondo i dati sui flussi degli ETF riportati da Decrypt. Quella singola sessione ha azzerato circa l’81% dei 595,3 milioni di dollari affluiti nei nove giorni precedenti e ha ridotto il saldo netto su 10 giorni a 110,4 milioni di dollari. Gli afflussi netti cumulativi si attestano ancora a 57,8 miliardi di dollari, quindi per ora si tratta di una flessione, non di un esodo.

Bitcoin ETF flows. Image: Decrypt
Flussi degli ETF su Bitcoin. Immagine: Decrypt

La leva finanziaria ha amplificato il movimento: secondo CoinGlass, in 24 ore sono state liquidate posizioni per circa 429 milioni di dollari, di cui l’87,5% erano posizioni lunghe. Una liquidazione avviene quando un exchange chiude forzatamente un’operazione con leva che non è più in grado di coprire le proprie perdite, e tale vendita forzata può spingere il prezzo ancora più in basso.

Il Bitcoin ha rappresentato 135,51 milioni di dollari ed Ethereum 96,14 milioni di dollari, e quasi la metà del totale, 202,24 milioni di dollari, si è verificata nelle ultime quattro ore. Si tratta di meno della metà dei 969 milioni di dollari di ieri, ma dimostra comunque che le posizioni lunghe continuano a essere liquidate.

Cosa tenere d’occhio

Una chiusura giornaliera al di sotto di 82.626,41 dollari confermerebbe la rottura di un supporto debole e il proseguimento di una breve correzione ribassista, mentre una chiusura nuovamente al di sopra di tale livello manterrebbe in gioco il range plurisettimanale.

Al di sotto si trova la «zona d’oro» compresa tra 81.165,95 e 79.705,49 dollari, dove i ritracciamenti all’interno dei trend rialzisti spesso attraggono gli acquirenti, e il limite superiore della banda di tendenza giornaliera a 79.661,95 dollari si colloca a circa 44 dollari dal bordo inferiore di tale zona.

Le notizie sul petrolio e sul traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, i rendimenti dei titoli del Tesoro, i flussi giornalieri degli ETF e la riunione della Fed del 27-28 ottobre, in cui un rialzo dei tassi sembra improbabile, sono i prossimi catalizzatori da tenere d’occhio.