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Continuano a trapelare dettagli e commenti degli sviluppatori su GTA 6, nell’ambito della campagna di marketing in vista del lancio su console previsto per novembre. Questa volta si è parlato di alcuni degli aspetti che mi incuriosiscono di più e che vorrei vedere come Rockstar ha gestito, nel momento in cui deciderà di portare il gioco su PC: il modo in cui hanno affrontato la satira del clima sociale americano del 2026 attraverso allusioni alla politica e al sogno americano.
In un’intervista a Love Magazine, dato che GTA 6 è incentrato sul romanticismo, Rupert Humphries, vicepresidente senior della narrazione di Rockstar, ha accennato a entrambi gli aspetti.
Alla domanda su quanto la politica sia centrale nel gioco, dato che uno degli screenshot della regione di Ambrosia mostra cartelli che cercano di assicurarsi voti per una certa Erin Henshaw, lo sceneggiatore ha sottolineato che lo studio ha cercato di non legare troppo la propria satira a figure o gruppi specifici che potrebbero far sembrare il mondo del gioco rapidamente superato.
«Se si ripensa ai precedenti titoli della serie GTA, non c’è mai stata una particolare attenzione alla politica nazionale», ha affermato Humphries. «L’ascesa della Homeland Security e del Patriot Act erano piuttosto centrali in GTA 4, ma ciò era dovuto principalmente al fatto che la New York post-11 settembre rappresentava una vera e propria linea del fronte per quelle questioni.
Poiché stiamo cercando di realizzare giochi che sembrino molto specifici del momento in cui vengono pubblicati, ma che allo stesso tempo non rispecchino esattamente il mondo in cui viviamo, non vogliamo essere troppo specifici riguardo a nessuna persona, evento, movimento o altro del genere in particolare».
Elementi come i cartelloni elettorali, le chiamate automatiche delle campagne politiche e i talk show radiofonici incentrati su tematiche politiche servono tutti a dare corpo alla parodia della Florida presente in GTA 6, dove l’“obiettivo principale” di Rockstar è stato quello di “non limitarsi a tenere uno specchio davanti alla realtà, ma di rendere tutto satirico, esagerato, e più grottesco» piuttosto che imitare più direttamente il mondo reale.
«Abbiamo preso spunto da cose che ci interessavano, come le teorie del complotto, i modi strani in cui il pubblico reagisce agli avvenimenti quotidiani, ed è su questo tipo di elementi che abbiamo lavorato», ha spiegato Humphries in risposta a un’altra domanda sull’approccio satirico di Rockstar.
«Nella maggior parte dei casi, invece di cercare di riprodurre fedelmente qualcosa di reale, abbiamo creato le nostre versioni distorte ed esagerate, che si tratti di una teoria del complotto o di un altro fenomeno contemporaneo universale».
A mio avviso, il punto fondamentale è che Rockstar non vuole legarsi troppo strettamente a un periodo storico ben definito, dato che il gioco dovrà durare per molti anni a venire, piuttosto che lo studio eviti deliberatamente di rendere temi e questioni politiche più generali elementi chiave delle fondamenta del proprio mondo virtuale.

