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In breve
- La CFTC ha pubblicato un avviso preliminare che delinea il Regolamento CTX e il Regolamento CAM, che consentirebbero alle piattaforme di scambio di criptovalute di registrarsi come una nuova tipologia di «mercato delle criptovalute» regolamentato a livello federale.
- Secondo l’interpretazione preliminare dell’agenzia, la semplice offerta di leva finanziaria potrebbe far rientrare sotto la supervisione della CFTC anche le operazioni interamente pagate, a meno che i clienti non prendano effettivamente in consegna le proprie criptovalute.
- Il pubblico ha 60 giorni di tempo per presentare osservazioni. Le piattaforme di scambio che non offrono la leva finanziaria potrebbero continuare a operare con licenze statali.
La CFTC intende fornire alle piattaforme di scambio di criptovalute un quadro normativo federale, e la leva finanziaria è la chiave che ne apre le porte.
L’agenzia sta portando avanti ulteriori proposte normative a seguito del fallimento del Clarity Act, la legge che avrebbe stabilito le regole di base per la maggior parte delle attività legate alle criptovalute negli Stati Uniti, ma che il mese scorso non è stata approvata. Lunedì la CFTC ha pubblicato un preavviso di proposta normativa, un primo passo volto a raccogliere il parere del pubblico prima della stesura delle norme formali.
La proposta delinea due quadri normativi collegati: il «Regulation Crypto Asset Transactions» (Regolamento CTX) e il «Regulation Crypto Asset Markets» (Regolamento CAM). Il pubblico avrà 60 giorni di tempo per presentare osservazioni una volta che l’avviso sarà pubblicato sul Federal Register.
Il piano si basa su una disposizione della legge Dodd-Frank del 2010 che richiede che le operazioni al dettaglio su materie prime offerte con leva finanziaria, margine o finanziamento avvengano su una borsa valori registrata presso la CFTC, come se fossero contratti a termine.
Ai sensi del Regolamento CTX, la CFTC interpreta tale norma in senso ampio. Il semplice fatto di offrire leva finanziaria, anche attraverso i consueti documenti di registrazione o i termini di servizio, potrebbe far rientrare le operazioni interamente pagate sotto la supervisione dell’agenzia, a condizione che la criptovaluta acquistata sia registrata nei libri contabili interni della borsa valori anziché nel portafoglio del cliente stesso.
Tali operazioni sfuggono alla supervisione federale solo tramite la «consegna effettiva», che secondo la CFTC potrebbe richiedere ai clienti di detenere le proprie chiavi private. I protocolli di trading on-chain, che in genere inviano i token direttamente ai portafogli degli utenti, supererebbero solitamente tale ostacolo, ha affermato l’agenzia.
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Le borse potrebbero inoltre registrarsi come propri broker e camere di compensazione.
La CFTC sta valutando i requisiti e gli standard relativi alla prova delle riserve rispetto alla quotazione di token soggetti a manipolazione. Le piattaforme di scambio che non offrono leva finanziaria potrebbero continuare a operare in base alle licenze statali per il trasferimento di denaro.
Il presidente della CFTC, Michael Selig, ha affermato che le norme sono «progettate per prevenire, anziché limitarsi a perseguire a posteriori, schemi fraudolenti come quello di FTX».
La comunicazione prende inoltre le distanze dall’approccio adottato in passato dall’agenzia, descrivendo i procedimenti avviati durante l’era Biden contro Kraken, Ooki DAO e Uniswap come «regolamentazione tramite azioni di contrasto».
La CFTC ha inviato il quadro normativo alla Casa Bianca per la revisione a settembre, pochi giorni dopo che il Clarity Act era stato bocciato al Senato. Selig aveva dichiarato ad agosto che l’agenzia avrebbe redatto le proprie norme sulle criptovalute qualora il Congresso non fosse riuscito a farlo. La CFTC ha inoltre inviato alla Casa Bianca nuove norme sui mercati predittivi.
La SEC ha seguito un percorso parallelo, proponendo ad agosto il «Regulation Crypto Assets» e annunciando il mese scorso un’esenzione per l’innovazione relativa alle azioni tokenizzate.

